11 novembre 2022

SERATA ALPINISMO a Palazzo Terragni con LEONARDO GHEZA - relazione serata

Alpinismo di ricerca

Serata alpinistica Leo Gheza 90° CAI LISSONE 11/11/2022

In una fresca serata novembrina, preannunciante l’arrivo dell’inverno, nell’accogliente spazio di palazzo Terragni messo gentilmente a disposizione dalla nostra amministrazione Comunale e dal nostro Sindaco Laura Borella, presentiamo al pubblico Lissonese e della locale sezione CAI il personaggio Leonardo Gheza, giovane alpinista con attività di primo piano sulle Alpi e montagne extraeuropee.
L’alpinista Bresciano e salito alla ribalta con alcune salite solitarie in velocità, come il Pilone Centrale al Monte Bianco per la via Bonington, quella tristemente famosa per la ritirata di Walter Bonatti nel 1961, dove perirono alcuni tra i suoi compagni, tra cui ricordiamo Andrea Oggioni.
Accompagnato dal suo fotografo e video maker Ettore Zorzini (splendide le immagini catturate con il suo drone).
Sul palco, dopo l’introduzione del Presidente del CAI Lissone Mariarosa Colzani, anche la presenza di Pietro Mercuriali, forte alpinista Lecchese che proprio con Leonardo si incontrò sulla vetta del Monte Bianco durante l’impresa della solitaria al Pilone Centrale lungo la via Bonington, in veste di presentatore e tramite tra pubblico e alpinista.
Come in uno spettacolo dei fratelli Lumière a fine XIX secolo, le immagini che rappresentano paesaggi, uomini e Montagne, incombono sugli spettatori, catapultati in un altro continente e in un altro periodo storico.
Colpisce oltre la destrezza e al cuore del team di alpinisti per raggiungere le cime delle montagne, la spontaneità delle popolazioni locali immerse in uno spazio temporale indietro nel tempo.
E come tornare indietro di secoli, queste persone, i portatori Balti vivono una realtà lontana mille anni dalla nostra.
L’arrivo della modernità trasforma e cambia per sempre persone, cose e paesaggio. Ciò che nelle popolazioni di questi luoghi era rimasto immutato per secoli è destinato a cambiare e sparire per sempre travolto dalla modernità che incombe.
Ci troviamo ancora in presenza di popolazioni che dall’impresa di Alessandro Magno ad oggi non hanno cambiato il modo di vivere e vedere il mondo attorno a loro.

Ma torniamo alle imprese di Leonardo Gheza e il suo Team: dopo un acclimatamento alla quota durato una decina di giorni, in cui Leonardo ha l’occasione di spiccare il volo in parapendio dalla quota di circa 5000 mt, ripetono prima la via di Wolfgang Gullich e Kurt Albert gradata dagli apritori nel Settembre del 1989 VI°, 7b+, A2 chiamata Eternal Flame alla cima Nameless Tower nel gruppo delle Torri di Trango.
Si tratta di una delle più difficili scalate al Mondo a quelle quote, pietra miliare dell’arrampicata moderna e della ricerca di avventura.
Poi sentendosi pronti, partono dal loro campo base con l’intento di aprire una via nuova via sulla parete est dell’ Uli Bihao Spire, una torre che raggiunge i 5620 MT di altitudine.
Le difficoltà superate raggiungono il grado di 7a della scala francese con una dura sezione in fessura Off Width (fuori misura) che obbliga a una arrampicata protetta solo da protezioni mobili, pochi chiodi infissi a colpi di martello e uso di friend e nut. Solo per le soste sono stati utilizzati i famigerati Spit, anch’essi infissi a mano.
Da considerare che la parete in questione dista dal primo villaggio abitato 5/6 giorni a piedi e in jeep, lasciando gli Scalatori completamente soli, come astronauti che esplorano un Pianeta lontano.
I componenti del Team li vogliamo citare, oltre all’ormai nostro Leo Gheza, sono: Francesco Ratti e Alessandro Bau.
Alla fine della serata, un vivace dibattito ha coinvolto il pubblico ormai immedesimato con Leonardo e la sua Avventura.

Marco Zani

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