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Come tutte le vicende umane nelle quali si ritrovino in abbondanza alti ideali uniti a belle imprese e il cui svolgimento, perdendosi negli anni, possa essere solo sommariamente ricostruito, cosi la storia del C.A.I. in Lissone viene a somigliare a una favola e merita come tale il più classico degli esordi:
" C'era una volta un gruppo di appassionati alpinisti "
L'epoca è quella immediatamente successiva la Grande Guerra, in tempi burrascosi ma fervidi di iniziative: un nucleo di frequentatori della montagna avverte di organizzare più compiutamente le proprie attività, di presentarle alla popolazione e diffonderne la pratica attraverso la creazione in Lissone di una rappresentanza del Club Alpino Italiano.
Questa benemerita associazione, fondata nel 1863 appena due anni dopo l'unità d'Italia, è oramai diffusa nel Paese ma conserva un'impronta pioneristica.
Nel 1931 il ragionier Rodolfo Santambrogio, delegato Podestà di Lissone e amante della montagna, è incaricato di raccogliere nuove adesioni e diffondere in città la conoscenza del C.A.I. e dei suoi fini, fra l'altro richiedendo a Milano pubblicazioni, guide sciistiche, carte topografiche e " almeno 6 paia di sci da noleggiarsi per organizzare le gite".
Nel 1932 viene costituita ufficialmente la sottosezione di Lissone con creazione del gagliardetto sociale; questa è considerata la nascita ufficiale del C.A.I. in Lissone: da questa data, pur con traversie talora drammatiche, alterne fortune e rappresentanze diverse, la presenza in città del sodalizio degli alpinisti sarà continuo. |